Pagamenti alle imprese, il Comune di Bagno a Ripoli tra i più virtuosi

Con 24 giorni (7 di anticipo rispetto alla scadenza prevista) il Comune ripolese è tra i 500 enti pubblici che pagano più rapidamente.

Pagamenti alle imprese, il Comune di Bagno a Ripoli tra i più virtuosi
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Secondo i dati resi noti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il Comune di Bagno a Ripoli figura tra i 500 enti pubblici che nel 2018 hanno fatto registrare le migliori performance in termini di tempestività dei pagamenti. Lo scorso anno il Comune ripolese ha infatti effettuato il 100% dei pagamenti in una media di 24 giorni, con un anticipo di 7 giorni rispetto alla data di scadenza. Nei primi 9 mesi del 2018 (ultimo periodo rilevato) le fatture totali sono state 2.656, per un importo totale di 16.969.238 euro. 

Con questi dati, il Comune ripolese si posiziona ampiamente sotto la media nazionale dei Comuni tra 10.000 e 60.000 abitanti e si configura come uno tra i più virtuosi dell’area metropolitana di fiorentina, facendo meglio del capoluogo (che ha pagato mediamente in 27 giorni). La Città Metropolitana ha pagato il 99% delle fatture entro 23 giorni, la Regione Toscana entro 16 giorni (con una media di 25 giorni di anticipo rispetto alla scadenza).
Sempre dal Mef arrivano conferma anche sul reddito medio dei cittadini ripolesi, che nel 2018 si attesta sui 25.270 euro, in leggera crescita rispetto ai 25.219 dell’anno precedente. Bagno a Ripoli si conferma così al secondo posto in classifica tra i Comuni dell’area metropolitana di Firenze e al quinto posto a livello regionale.

La soddisfazione del sindaco

«I dati del Ministero sulla velocità dei pagamenti confermano la buona qualità della macchina comunale - ha commentato il sindaco Francesco Casini - Quanto al reddito medio fa piacere essere così alti in classifica, segno che il sistema economico di Bagno a Ripoli ha saputo resistere alla crisi meglio che altrove. Ma la vera sfida sta nel riuscire a dare risposte e opportunità concrete a tutte le fasce della popolazione e combattere le iniquità».

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