Venerdì scorso nell’Autorità idrica di ambito, i sindaci dei comuni proprietari delle quote di Publiacqua, hanno deciso di liquidare il socio privato e di passare ad una società tutta pubblica, cosiddetta in house. Tutto questo accadrà nel 2021, quando finirà la concessione a favore della società che gestisce l’acquedotto dell’area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia. Sul fatto, interviene il nuovo coordinatore metropolitano di Sinistra Italiana, Ivan Moscardi:

“E’ giusto che i comuni divengano i soci unici della società idrica, ma ciò non basta. Publiacqua deve diventare un ente di diritto pubblico, perché finché rimane una società per azioni, perseguirà  il fine dell’utile. Infatti, una società di capitali ha come scopo quello di vendere  l’acqua ai cittadini che non a caso li chiama clienti, mentre il fine di un ente di diritto pubblico è viceversa quello di erogarla”.

Moscardi infine tuona anche contro la scadenza del 2021 fissata per il recupero delle quote:

“Non possiamo più aspettare, afferma, abbiamo atteso anche troppo. Il referendum per l’acqua pubblica, votato da milioni di persone è del 2011. Il recupero delle quote va fatto immediatamente”. E aggiunge: ”Considerati i risultati economici spaventosi delle società che investono nel servizio idrico, in men di due anni i comuni saranno in grado di liquidare i privati, addirittura anche pagando le penali. Le comunità ci avranno tutto da guadagnare. Più passa il tempo è più la rete idrica sarà un colabrodo se non interveniamo subito. Non scordiamoci che le tubature dell’acquedotto sono vecchie di 60 anni e nessuno le ha sostituite. Di certo i privati non lo faranno, né nei prossimi tre anni, né mai”.

Poi, il neo segretario, si lascia andare ad una battuta scherzosa, per spiegare meglio il suo convincimento:

“Non si scopre certo l’acqua calda, asserendo che in generale un padrone pur di comprarsi una Porsche, è disposto anche a lasciare la gente senza acqua per qualche giorno. Del resto, se si guarda alla storia passata, i padroni tutti, hanno fatto anche di peggio pur di raggiungere il loro scopo: guadagnare sempre di più”.