La proposta di un referendum sull’aeroporto di Peretola di Cgil e Legambiente, emersa ieri sera nel corso di un incontro pubblico a cui hanno preso parte anche i sindaci di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Calenzano, riporta l’attenzione su un tema già affrontato in campagna elettorale dall’allora candidata sindaco Maria Serena Quercioli.

La capogruppo di Liberi di cambiare, che più volte aveva proposto il referendum sull’aeroporto nei mesi scorsi, torna quindi sulla questione.

“Meglio tardi che mai. E’ dal gennaio scorso, che propongo, insieme agli alleati,  lo svolgimento di un referendum sul nuovo scalo di peretola e fino ad adesso nessuno si era espresso a favore. Forse perché era imbarazzante per Cgil e Legambiente sostenere l’identica mia posizione essendo io la rappresentante  del centrodestra?”

Aeroporto: una storia infinita

Quercioli ripercorre quindi la travagliata storia dello scalo fiorentino ponendo l’accento sulle lentezze che hanno caratterizzato le decisioni su molte opere previste nella Piana.

“Sono oltre venti anni che si discute dell’aeroporto e delle altre grandi infrastrutture del territorio senza che nulla prenda forma. Finora la sorte dell’aeroporto è restata appesa alla volontà politica degli amministratori pro tempore ed oggi rimangono immutate, nella sinistra, le battaglie ed i fantasmi del passato, le contraddizioni e tutte le storiche resistenze. In questo tumultuoso contesto politico, fatto di indecisionismo e giravolte, come dimenticare che le Giunte di Campi erano favorevoli all’inceneritore, ad esempio, nessuno si è mai chiesto cosa pensi al riguardo la  nostra Comunità sul tema aeroportuale.

Per superare questa fase di stallo che ha immobilizzato tutta la Toscana – continua Quercioli –  è necessario che i cittadini scendano in campo riappropriandosi del proprio diritto a dire la loro”.

Coinvolgimento dei cittadini

“Dal mio osservatorio di giornalista a me tutto ciò appare evidente: la politica non può e non potrà farcela. Basti pensare che il Sindaco Nardella prima e il Presidente della Regione poi,  hanno definito “spiccio populismo” e “bieco corporativismo” le prese di posizione dei Sindaci della Piana contrari alla nuova pista.

La questione aeroporto non può più essere un affare di partito o degli industriali. Il referendum rappresenta l’unica occasione per uscire da questo vortice: abbiamo perso troppi anni a discutere essenzialmente del nulla, senza elaborare progetti, sviluppare strategie, senza avere dati di supporto. Questo immobilismo ha un costo che ha già impiombato Firenze e la Toscana. I cittadini hanno diritto di indicare univocamente la loro posizione e la via d’uscita.

È inevitabile – continua Quercioli – il referendum rappresenta una occasione che potrà servire a tutti: sarà una buona occasione per i Comitati che vogliono affossare una volta per sempre questo progetto e per chi, come gli industriali e molti tecnici, avanzano le loro ragioni. Sarà lo strumento essenziale per stimolare un nuovo rapporto tra cittadinanza e istituzioni. Qualunque sarà il risultato che emergerà, un risultato, peraltro, tutt’altro che prevedibile, sarà stata fatta allo stesso modo la cosa giusta. Dopo anni di stallo, sul progetto serve un Sì o un No, un Nì non è più consentito e la risposta deve provenire dai cittadini, gli unici detentori del diritto di dire come vogliono vivere, crescere, lavorare, svilupparsi. Qualunque cosa decideranno sarà sicuramente più condivisa e dunque certamente più forte”.