Scontro sul vaccino esavalente tra la senatrice pistoiese del Pd Caterina Bini e la ministra della Salute Giulia Grillo.

Vaccino esavalente: è scontro

La componente della Commissione Sanità infatti ha rivolto parole dure nei confronti della responsabile del Ministero della Sanità. Secondo Bini infatti Grillo ha detto sì di non essere contraria ai vaccini, ma di preferire l’obbligatorietà per il morbillo ma non per l’esavalente. Affermazione che ha lasciato esterrefatta la senatrice Pd, la quale è andata avanti sottolineando il fatto che l’esavalente contiene il vaccino per difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B, cioè malattie mortali o gravemente invalidanti, specie se prese dai neonati. Insomma per la senatrice pistoiese l’esavalente rappresenta un salvavita  e fare passi indietro sull’obbligatorietà è pericoloso.

La posizione della ministra

A generare l’attacco sono state le parole espresse dalla ministra Grillo durante la trasmissione di La7 “L’aria che tira”.  Con lo slittamento dell’obbligo di presentare la documentazione ufficiale a marzo 2019 e in attesa della nuova legge che dovrà introdurre il così detto “obbligo flessibile” il tema è tornato all’ordine del giorno. In trasmissione Grillo ha spiegato che ad oggi l’obbligo serve per il morbillo, ma non per il vaccino esavalente. La ministra infatti è assolutamente sicura che siano l’informazione e il confronto le carte vincenti per far salire il numero di vaccinati in Italia, non certo l’obbligatorietà.

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Grillo ha ribadito che il Governo non è contro i vaccini, anzi tutt’altro. A questo punto ha sottolineato di essere a favore dell’obbligo per il morbillo ma di preferire la raccomandazione all’obbligatorietà per quanto riguarda l’esavalente. Insomma la ricetta vincente per Grillo sarebbe quella di tornare alla situazione precedente al decreto Lorenzin mantenendo l’attenzione sul morbillo, considerato il problema più rilevante.

A che punto siamo con la copertura?

Intanto dopo il decreto Lorenzin la situazione della copertura vaccinale in Italia ha fatto decisi passi avanti. La situazione pre-Lorenzin vedeva infatti la copertura vaccinale sotto di quattro punti rispetto alla situazione attuale per quanto riguarda morbillo, rosolia e parotite.

Nonostante i numeri in aumento però siamo ancora lontani dal raggiungimento dell’immunità di gregge. Dall’inizio di quest’anno nel nostro Paese sono stati 2.029 i casi di morbillo con quattro decessi. Numeri che portano l’Italia al secondo posto in Europa per numero di morti per questa causa.  Per quanto riguarda invece le vaccinazioni per l’esavalente la media nazionale è superiore al 94%.