Simone Verniani (nella foto con Matteo Salvini) non ci sarà alle elezioni comunali di Greve in Chianti e lascia la Lega. Una decisione sofferta ma comprensibile quella del consigliere leghista, che è stato trattato a pesci in faccia dai partiti che compongono la coalizione di centrodestra.

Mosca bianca

L’hanno illuso, gli hanno fatto fare il lavoro sporco quando la Lega in Toscana era il partito del prefisso telefonico. Mille battaglie da consigliere comunale, mosca bianca quando la regione era tutta rossa. E adesso l’hanno messo da parte. Simone Verniani era il candidato sindaco naturale del centrodestra alle prossime amministrative, ma i vertici romani, alla fine l’hanno messo da parte. Senza neanche una telefonata, attraverso WhatApp. E hanno candidato Claudio Gemelli, avvocato, 31 anni, un esponente di Fratelli d’Italia che, oltretutto, abita a Scandicci. E non hanno voluto neanche metterlo capolista. Per quel posto hanno scelto Giuliano Sottani, ex socialista, ex sindaco di Greve ed ex consigliere comunale di Firenze.

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Inutile dire come nel centrodestra stia regnando il caos e, francamente, sembra che la mano destra non sappia quello che fa la sinistra. Difficile, se non

Potrebbe fare una sua lista: «Greve c’è»

E lui, Verniani, ha detto basta: non solo non parteciperà a queste elezioni, ma ha deciso di lasciare la Lega. «Tengo alla mia dignità e non sarò in alcuna lista – ha detto – Diffido chiunque ad andare in giro a raccogliere le firme per la sua presentazione utilizzando il mio nome. Io non mi candido al Consiglio comunale». A meno che non presenti una sua lista e il nome c’è già: «Greve c’è».

Intanto, Verniani ha incassato la solidarietà da tante persone, anche da esponenti della maggioranza in Comune.