Da Sesto a Genova, passando per Prato e il Veneto. E’ l’odissea (felice) di Christian Kouamè, attaccante ivoriano che lo scorso agosto ha debuttato in Serie A con la casacca del Genoa.

Da Sesto a Genova: la storia del calciatore adesso in serie A

Una rincorsa lunga quella del (quasi) ventunenne ivoriano, iniziata nei campi polverosi della periferia di Abidjan. Fu durante una delle tante sfide improvvisate per strada che, nel 2013, venne notato dal patron laniero Paolo Toccafondi e portato in Italia nell’ambito di una serie di operazioni sulle quali, a posteriori, si è scritto molto. Sta di fatto che Christian non ha ancora compiuto diciassette anni e viene “parcheggiato” alla Sestese, che nel 2013/14 milita nel girone B dell’Eccellenza toscana. Qui si confronta per la prima volta con il calcio dei “grandi”, seppur a livello dilettantistico, e la squadra con lui vola sino al quarto posto, uscendo di scena solo ai play – off per la promozione. Un periodo, quello trascorso a Sesto, che non ha mai dimenticato.

«Ho ricordi bellissimi di quei mesi – dice Kouamè – La Sestese è stata la prima società ad accogliermi e mi trovai benissimo sin da subito. Ancora oggi torno in sede a salutare i vecchi amici, ogni tanto. Il presidente Filippo Giusti mi accolse in casa e mi fece sentire uno di famiglia, non facendomi mancare nulla – afferma la punta classe 1997 – Spiace per quello che gli è successo in seguito, ma personalmente non posso che parlarne bene».

Il suo debutto

Le buone prestazioni in rossoblù gli spalancarono le porte del Prato e a intravederne le doti fu Alessio De Petrillo, suo allenatore nel 2015/16.

«Quando lo feci debuttare – ricorda il mister – stava per compiere diciotto anni. A volte era troppo “innamorato” del pallone, ma vederlo partire in progressione era uno spettacolo e si capiva subito che avrebbe fatto strada. Mi spiacque molto quando seppi del suo trasferimento all’Inter per essere aggregato alle giovanili. Io perdevo un elemento capace di dare profondità e di ripartire in velocità, ma era oggettivamente sprecato per giocare a quei livelli».

Dallo stadio “Pietro Torrini” di via Bagnolet a Milano, alle porte di San Siro, in poco più di un anno e mezzo. Un’ascesa vertiginosa che lo portava in Serie B già nel 2016/17, con la maglia dei veneti del Cittadella, e lo consacrava nell’annata successiva con 12 reti in 46 presenze. Logico a questo punto l’interesse di qualche club di A per il ragazzo. Si era parlato inizialmente del Cagliari e della Fiorentina. Una corte assai gradita quest’ultima, dato che gli avrebbe permesso di riavvicinarsi a Sesto. Invece il presidente genoano Enrico Preziosi ha scommesso su di lui con una fiches da 5 milioni di euro e lo ha portato a Genova.

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Presto per etichettarlo come scommessa vinta o persa, ma sicuramente l’inizio fa ben sperare perché con la divisa rossoblù del Genoa (stessi colori della Sestese, in una splendida) l’ex-bambino prodigio, che giocava sognando di diventare come Didier Drogba e Samuel Eto’o, ha realizzato al debutto il suo primo gol in A all’Empoli che peraltro risultava decisivo nella vittoria per 2-1. Era lo scorso 26 agosto, poco meno di un mese dopo, a Parigi, dove vive la compagna, sarebbe nato Michael Joah, il suo primo figlio.

«Un’emozione indescrivibile – commenta – che mi ha fatto volare in Francia subito dopo il match di campionato contro il Bologna. Stiamo preparando i documenti necessari, presto mi raggiungeranno entrambi in Italia e francamente non vedo l’ora. Sogni? Ne ho tanti. Intanto vorrei segnare almeno altre nove volte prima del termine della stagione ed esordire con la maglia della mia Nazionale, poi si vedrà. Di sicuro c’è che Sesto mi è rimasta nel cuore».

E chissà che un giorno, magari a fine carriera, non possa tornare a correre al Torrini.

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