Ventuno anni, spirito di sacrificio e volontà senza eguali, Greis Domi è partita da Agliana per cercar fortuna nel mondo del calcio femminile: dopo Fiorentina e Sassari Torres, adesso la chiamata della Roma in Serie B anche se non dimentica da dove è partita. Questa la storia, pubblicata sul GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE dello scorso 18 gennaio.

Chi è Greis Domi, aglianese “doc”

Gioca davanti alla difesa, nel ruolo che un tempo (quando i numeri andavano dall’”uno” all’”undici”) veniva definito “regista”. O “play basso”, se preferiste usare la terminologia anglofona odierna. Si ispira ad Andrea Pirlo, è nata in Albania (e infatti ha già esordito nella Nazionale albanese, con il c.t. che ha bruciato sul tempo i colleghi italiani quando lei non aveva ancora la maggiore età per ottenere la cittadinanza italiana) ma è cresciuta ad Agliana, dove la famiglia si trasferì quando lei aveva un paio d’anni. E’ Greis Domi, calciatrice classe 1998 che nei mesi scorsi è approdata alla Roma Calcio Femminile in Serie B, direttamente dalla Fiorentina. Un capitolo importante di una carriera già partita da lontano, nonostante la giovane età. Iniziò a otto anni con l’Aglianese, prima di passare a undici nella formazione femminile (la Real Agllianese) e restarci altre tre stagioni. Ecco quindi il trasferimento alla Fiorentina, partendo dalla Primavera ed esordendo successivamente in Serie A e Champions League.
Nel 2017/18 ha militato per sei mesi nella Torres Sassari e all’inizio dell’annata in corso è approdata nella capitale, sempre a titolo temporaneo. E la diretta interessata dimostra di essersi calata nel migliore dei modi nella nuova realtà.

«Adesso sono focalizzata su quest’avventura e sulla conquista del secondo posto nel torneo, insieme alle mie compagne di squadra – ha commentato – preferisco concentrarmi su questo obbiettivo. C’è tempo per programmare il futuro».
Com’è nata questa passione? «Mi sono resa conto di avere il calcio nel Dna quando stavo sempre con il pallone tra i piedi. A scuola giocavamo per i corridoi durante la ricreazione, poi nel garage e nel giardinetto davanti casa – ha ricordato Greis, cresciuta fra la Sestini di Spedalino e il Capitini – ho preso in passato la qualifica professionale da sala – bar, per tutelarmi. Ma farò di tutto per trasformare la mia passione in lavoro a tutti gli effetti».

Di certo, la ragazza sa come muoversi ai tempo del “calcio social”: è seguita dalla LTA Agency, conscia dell’importanza che rivestono immagine e comunicazione nel football attuale. E per quel che concerne la crescita tecnica, può contare su una precedente illustre passata proprio da Agliana: Carolina Morace, che qui vinse lo Scudetto con l’allora Aircargo Agliana nel 1994/95. Ai tempi Greis non era ancora nata e “quella” squadra (che nel 1996/97 si aggiudicò oltretutto la Coppa Italia) non esiste più da oltre un decennio. L’interesse per il “pallone in rosa” tuttavia non è di fatto mai sciolto del tutto, come testimoniato appunto dalla Real Aglianese. E la nostra chiacchierata non poteva che concludersi con un pensiero sul luogo che l’ha accolta e l’ha vista crescere.

«Ad Agliana sono cresciuta, rimane e rimarrà sempre il “mio” posto. Vivo a Roma, ma quando il tempo me lo permette torno a salutare la mia famiglia e i miei amici – ha affermato Greis – Credo che il calcio femminile negli ultimi anni si sia sviluppato molto, partendo dalle varie società maschili avvicinatesi sempre di più a questo mondo. La strada per la “parità” è ancora lunga, ma si tratta di un movimento in crescita. E l’entusiasmo non ci manca».