Una passione per la corsa che lo accompagna da sempre e l’impegno per far amare una disciplina che ancora in pochi conoscono: la retrorunning, la corsa all’indietro. Tiziano Magni, l’atleta che corre al contrario, è stato uno degli sportivi dell’anno premiati a Signa a dicembre e ci ha raccontato come è nata la sua passione per l’atletica e come ha iniziato a praticare la particolare disciplina della retrorunning.

L’atleta che corre al contrario

“Sono 45 anni che corro, ho iniziato da ragazzino correndo per le strade”

E da allora non ha più smesso. Classe ’58, sposato, due figli e il lavoro come elettricista, ma la passione per la corsa nonostante gli impegni familiari e lavorativi e il passare del tempo non è mai venuta meno. La sua attività podistica infatti è iniziata alle scuole superiori, il 6 febbraio del 74, alle qualificazioni per i campionati studenteschi a Pistoia, grazie al suggerimento di un altro atleta, Guido Amerini.

“Ho corso per un anno con la società Silvano Fedi di Pistoia, quell’anno ho conosciuto anche un’altra persona straordinaria, il maratoneta azzurro Artidoro Berti. Di lui ho un bellissimo ricordo, sia come persona, sia come atleta. Nel 1975 sono passato alla Polisportiva Capezzana e ci sono rimasto fino a fine anni 90. In seguito non avevo più voluto legarmi ad altre società”.

Finché dopo l’incontro con Arduino Pini la sua storia non si è legata a quella dell’Atletica Signa

“Una grande società con importanti vittorie e atleti forti, sono arrivato nel 2008, praticamente da veterano. Qui ci si sente come in famiglia, in cui prevale sempre l’amicizia, il buonumore, l’essere un gruppo e il rispetto della persona. Purtroppo essendoci arrivato praticamente a 50 anni e con alcuni acciacchi fisici tra cui un’ernia al disco che a volte mi tiene lontana delle gare per mesi, non posso dare quanto avrei voluto, ma do tutto me stesso come posso e con la passione che da sempre mi accompagna”.

Proprio i problemi fisici hanno permesso a Tiziano Magni di scoprire la retrorunning nel 2013.

“Dopo essere andato per anni a vedere questi matti, come li definivo io, alla corsa il Gambero d’oro di Prato, organizzato dall’amico Fabrizio Barducci della Croce d’oro, ho voluto provare a partecipare. E’ stato faticoso, anche perché non ero allenato a questo tipo di corsa, ma divertente. Sono rientrato in premiazione e ho notato che la schiena mi faceva molto meno male, quindi ho voluto insistere in questo tipo di gare pur continuando anche con la corsa tradizionale”.

Da lì l’atleta ha iniziato a partecipare a varie gare di retrorunning in Versilia e Veneto soprattutto, ottenendo buoni risultati di categoria, inoltre ha fatto parte del Team Italia con cui ha partecipato ai mondiali nel 2014 in Valle d’Aosta, arrivando secondo nei diecimila metri e terzo nei 3000 metri. Nel 2015 poi ha partecipato ai campionati italiani su pista vincendo il titolo nei 3000 metri.

“La retrorunning inoltre porta vantaggi a livello fisico – ha spiegato – migliora la postura, il senso di equilibrio e la capacità cardiovascolare e sviluppa i quadricipiti. Purtroppo al momento sono l’unico a Signa a praticarla ma sarebbe bello se l’Atletica Signa riuscisse a organizzare una gara di corsa all’indietro. In Italia siamo ancora in pochi a conoscerla e mi farebbe piacere se più persone si avvicinassero a questa disciplina, soprattutto i giovani”.

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